Capodanno intorno al mondo

La fine dell’anno si avvicina e noi di Evaneos ci stiamo già preparando a festeggiare l’arrivo del 2016. Tutto il mondo celebra l’arrivo dell’anno nuovo, ma ogni popolazione lo fa in modo diverso e perfino seguendo calendari diversi.
Parti insieme a noi alla scoperta delle tradizioni di Capodanno intorno al mondo!

Festa di Primavera – Cina

©IQRemix – Capodanno cinese di Edmonton, Extravaganza Performance 2014

A causa dell’elevato numero di comunità cinesi al di fuori della Cina, la Festa di Primavera – così viene chiamata dalla popolazione cinese – è la celebrazione orientale più famosa al mondo. Essa infatti non viene celebrata solo all’interno della Repubblica Popolare Cinese, ma anche in moltissime città di tutto il mondo, spesso dando vita a magnifiche sfilate e spettacoli che raccolgono migliaia di spettatori.

Il Capodanno cinese non segue il calendario gregoriano, bensì quello lunare, dura ben 15 giorni e quest’anno comincerà l’8 febbraio.

Durante i 15 giorni di festa, ci si veste di rosso, colore propiziatorio che allontana il mostro mitologico Nian. Secondo le leggende, ogni 12 mesi – proprio in occasione dell’arrivo dell’anno nuovo – il mostro si avventura fuori dalla sua tana in fondo al mare per divorare gli esseri umani. La tradizione dice che, oltre al colore rosso, Nian è spaventato anche dai rumori forti. Ecco perché i cinesi festeggiano il Capodanno con fuochi d’artificio, canti e danze accompagnate da strumenti particolarmente rumorosi, come i tamburi.

Têt Nguyen Dang – Vietnam

©fender_DT Fiori per le strade durante il Capodanno vietnamita

Il Capodanno vietnamita coincide con il Capodanno cinese, ma è caratterizzato da riti e tradizioni unici. Il dio principale di questa festività è Tâo Quan, il dio del focolare domestico, i cui spiriti salgono al cielo nei sette giorni precedenti l’arrivo dell’anno nuovo per informare l’imperatore di Giada, divinità del taoismo, sulla vita domestica dei fedeli. In questo periodo dell’anno i vietnamiti offrono doni alla divinità nella speranza di ottenere la sua clemenza.

Durante i giorni di festa, le vie si riempiono di colori e profumi straordinari: crisantemi, dalie, rose, rami di pruno e di albicocco in fiore, frutta candita e verdura vengono venduti per le strade, che vengono così investite da una miriade di colori e di fragranze.

I piatti tipici di questo periodo sono il Banh Chung, una frittella di riso farcita con carne di maiale e verdure di stagione, e il Pho, un saporito brodo tradizionale.

Shōgatsu – Giappone

©ume-y – Ghirlanda di paglia alla porta per scacciare gli spiriti

In Giappone il Capodanno segue il calendario gregoriano, dunque cade il 1 gennaio, come in occidente, ma le celebrazioni vanno dal 31 dicembre al 3 gennaio. In questo periodo si ringraziano gli dei protettori dei raccolti e si dà il benvenuto agli spiriti degli antenati. Per accoglierli, si espongono fuori dall’ingresso delle decorazioni fatte di fili di paglia e di bambù, che servono anche ad allontanare gli spiriti maligni.

Allo scoccare della mezzanotte, in tutti i templi buddisti del Giappone avviene il Joya no kane, ovvero le campane suonano 108 rintocchi, tanti quanti i peccati umani secondo la religione buddista, liberando così i giapponesi dai desideri terreni che impediscono loro di raggiungere la felicità.

Un’altra usanza che riguarda l’ultimo dell’anno è quella di fare delle grandi pulizie – l’equivalente delle nostre pulizie di primavera – per entrare nell’anno nuovo in una casa senza la sporcizia di quello vecchio.

Hogmanay – Scozia

Il castello e le strade di Edinburgo

È così che si chiama il Capodanno in Scozia e soprattutto nella sua capitale, Edinburgo. L’Hogmanay era inizialmente una festa pagana che si svolgeva in occasione del solstizio d’inverno, ma con l’adozione del calendario gregoriano è andata ad indicare la notte di San Silvestro.

In occasione dell’Hogmanay, in tutta la Scozia si può assistere a concerti e feste all’aperto e a magnifici spettacoli pirotecnici. A Edinburgo è stato istituito un vero e proprio festival che dura 3 giorni e attira ogni anno più di 100.000 persone da ogni angolo del pianeta. Per tre giorni la città presenta eventi e concerti e, allo scoccare della mezzanotte del primo dell’anno, il cielo sopra il castello si illumina con centinaia di fuochi d’artificio sulle note di Auld Lang Syne, un’antica melodia scozzese sui versi di Robert Burns, il poeta nazionale. Il primo dell’anno si svolgono per le strade diversi appuntamenti e giochi per grandi e piccini e soprattutto il famoso Loony Dook, il bagno nelle acque gelide del River Forth.

Di tradizione più ancestrale sono invece i numerosi fire festivals (festival del fuoco), tra cui il più famoso è lo Stonehaven Fireball Festival, in cui una processione di giocolieri gira per le strade del paese facendo roteare delle palle infuocate sopra alla testa: un evento suggestivo e fuori dal comune!

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Brasile

©golero – Ragazza che salta le onde sulla costa atlantica del Brasile

Le tradizioni e usanze brasiliane sono il risultato della cultura multietnica di questo paese. Anche a Capodanno, dunque, si possono trovare frammenti della cultura francese, italiana, spagnola, africana e non solo.

L’elemento più caratteristico del Capodanno brasiliano è il colore bianco. I brasiliani, infatti, sono soliti indossare vestiti candidi e possibilmente nuovi, a simboleggiare la pace, l’energia positiva e tutto ciò che solitamente si desidera per il nuovo anno. Di origine cristiana è invece il significato di purezza che questo colore simboleggia. Il colore bianco viene indossato soprattutto dalle donne, insieme a unghie laccate di rosso, nella speranza che l’anno nuovo riservi loro forza e passione.

Una altro elemento presente in maniera molto forte nel Capodanna brasiliano è, ovviamente, il mare, tanto che coloro che vivono nell’entroterra tendono a spostarsi verso le città sul litorale per festeggiare l’anno nuovo. Coloro i quali hanno la fortuna di passare l’ultimo dell’anno sulla spiaggia allo scoccare della mezzanotte si buttano in acqua e saltano sette onde esprimendo ogni volta un desiderio. Questa usanza affonda le sue radici nella cultura africana importata in Brasile secoli fa. Il salto alle onde è infatti un omaggio a Iemanjá, la divinità del mare, mentre il numero sette rimanda a Exu, figlio di Iemanjá. La divinità viene omaggiata anche lasciando in balia delle onde delle barchette di legno contenenti ghirlande di fiori, profumi e altri oggetti.

Ma è a tavola che si esprime la vera multiculturalità brasileña: è di buon auspicio mangiare 12 chicchi d’uva, uno per ogni mese del nuovo anno, proprio come in Spagna. E tra le pietanze tipiche del cenone si possono riconoscere cibi della tradizione italiana, come il baccalà e le lenticchie. A tavola si consuma inoltre molta frutta. Ogni frutto rappresenta un desiderio per il nuovo anno: fragole per l’amore, angurie per la prosperità, pere per la salute e mele per il consolidamento di una relazione.

E tu, dove festeggerai Capodanno?

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