Evaneos on the road: il Senegal

Come sai bene, noi di Evaneos non siamo semplicemente degli attori del settore turistico, ma siamo dei veri e propri appassionati di viaggi e dunque non perdiamo l’occasione per farne a volontà!

Oggi ti proponiamo un’intervista a Paola, la responsabile della regione africana per Evaneos.it, che insieme a Jeanne, sua omologa sul mercato francese, a novembre è partita per un viaggio in Senegal per testare i servizi dell’agente locale che ha poi selezionato per Evaneos.it e per scoprire questo bellissimo paese.

A novembre Paola e Jeanne hanno passato 10 giorni e 11 notti in Senegal. Durante il loro viaggio, hanno percorso più di 4000 km in 4×4 accompagnate da un’autista. Hanno esplorato la Costa Nord, da Dakar risalendo fino al Parco Naturale del Djoudi passando per il Lago Rosa, il Deserto di Lompoul e Saint Louis. Hanno attraversato la verdeggiante regione del Pays Bédik e il Senegal orientale, visitando il Parco naturale del Niokolo-Koba per terminare con l’esplorazione in  4×4 e in piroga, della regione del delta del Sine Saloum e della Piccola Costa.

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Il percorso di Paola e Jeanne

Il Senegal è il paese ideale per chi vuole avvicinarsi per la prima volta all’Africa nera e presenta una grande varietà paesaggistica. Il territorio senegalese, infatti, è composto da zone desertiche come il deserto di Lompoul, bacini di acqua dolce e salata, come il Lago Rosa, parchi naturali dalla fitta vegetazione, costa oceanica, territorio selvaggio abitato da tribù di culto animista ancestrale, città che portano ancora i segni della colonizzazione come Saint-Louis e corsi d’acqua lungo la frontiera con la Mauritania dove è possibile avvistare più di 300 specie diverse di uccelli.

Escursione in barca sul Lago Rosa

Benché il Senegal presenti migliaia di chilometri di costa e solitamente vengano proposti viaggi 100% balneari, dal viaggio di Paola e Jeanne emerge che questo paese può essere apprezzato molto di più con un tour vario che non si limiti all’area costiera ma che vada a toccare anche altri tipi di ecosistema.

Un pranzo di pesce con gli agenti locali

Ma ora lasciamo che sia Paola a raccontarci le sue impressioni!

Perché hai deciso di andare in Senegal?

Oltre al desiderio di scoprire questo paese per soddisfare la mia curiosità e la mia passione per il viaggio, volevo sperimentare di persona i servizi offerti dall’agenzia con la quale abbiamo appena iniziato un partenariato e soprattutto conoscere meglio il paese e capire a quale profilo di viaggiatore può piacere un viaggio in Senegal.

Il deserto del Lampoul

Quali sono gli aspetti che ti hanno colpito di più?

Innanzitutto i senegalesi, un popolo gentile e accogliente, e in particolare i bambini, con i loro bellissimi sorrisi e la curiosità che hanno nei confronti dei viaggiatori.

Raccoglitore di sale sul Lago Rosa

Una famiglia senegalese

Poi senza dubbio la natura lussureggiante del Senegal orientale. Dopo diversi chilometri di deserto, sono rimasta molto colpita dal verde che abbiamo incontrato in questa zona del paese.

Il Parco Nazionale del Niokolo Koba è patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1981 e la vegetazione è veramente magnifica. In questo parco sono proposte delle escursioni guidate in 4×4, ma attenzione, nonostante ci vivano numerosi animali in libertà (leoni, elefanti, babbuini, scimmie….) non è semplice avvistarli in quanto la vegetazione è fin troppo rigogliosa e il parco è vastissimo. Non aspettatevi quindi di fare un safari come potreste farlo in Tanzania o in Kenya!

Il Parco Nazionale del Niokolo Koba

Il Pays Bédik è stato un vero colpo di fulmine e in particolare l’escursione al villaggio tradizionale di Iwol. Dopo l’ascensione di una collina (circa 45 min di camminata, non particolarmente difficile in termini di dislivello ma da fare la mattina presto per evitare un’insolazione), siamo arrivati in questo villaggio in cui il tempo sembra essersi fermato. I suoi abitanti, dell’etnia Bedik, vivono ancora dell’agricoltura tradizionale e della caccia, dormono in pittoresche case di paglia e praticano ancora antichi riti animisti.

Una donna del Pays Bédik

Il villaggio di Iwol nel Pays Bédik

Il delta del Sine Saloum è un’altra zona molto verde iscritta al patrimonio dell’Unesco. È una vera esplosione di mangrovie e bouganville: una meraviglia! E la fauna non è da meno, poiché è possibile avvistare centinaia di uccelli. Un paradiso per gli ornitologi!

Uccelli in volo nei pressi del delta del Sine Saloum

E come dimenticare la gastronomia! La cucina senegalese è veramente saporita e non deluderà gli amanti della buona tavola, specialmente coloro che adorano il pesce, che viene spesso cucinato alla griglia accompagnato da verdure e sughi eccellenti.

Un piatto senegalese di pesce alla griglia

Lati negativi?

Purtroppo il paese ha un problema con il sistema di recupero dei rifiuti. Anche se quasi tutto viene riciclato e riutilizzato, certi rifiuti, e in particolare le borse di plastica, che non possono essere riciclati sono abbandonati nell’ambiente. Non è raro girare l’angolo e trovarsi nel bel mezzo di una discarica a cielo aperto, sopratutto in prossimità delle grandi città. Da gennaio di quest’anno il governo senegalese ha introdotto una legge che vieta l’uso delle borse di plastica. Questa misura, pur non essendo sufficiente a lei sola, avrà senza dubbio un impatto nel medio e lungo termine.

Un altro lato negativo è la presenza ridotta di animali. Se ci si reca in Senegal nella stagione giusta, è possibile avvistarne alcuni, ma per chi è abituato ai safari in Tanzania o in Sudafrica, l’esperienza può risultare deludente. Se si va in Senegal per la vegetazione, però, lo spettacolo è assicurato! Anche gli ornitologi non rimarranno di certo delusi: solo nel parco del Djoudj, alla frontiera con la Mauritania, da novembre a maggio si possono osservare 350 specie diverse di uccelli migratori tra i quali pellicani, cormorani, fenicotteri rosa oltre ad una folta comunità di coccodrilli.

Infine, lo spirito commerciale dei senegalesi si traduce spesso in lunghe negoziazioni sul prezzo e si rischia spesso di farsi accostare da intraprendenti commercianti che vogliono a tutti i costi farvi vistare il loro negozio. Tuttavia, almeno secondo la mia esperienza, l’approccio è sempre fatto con il sorriso e mai con aggressività!

Paola ammira i prodotti dell’artigianato locale

A che tipo di viaggiatore consiglieresti questo viaggio?

lo consiglierei a chi si avvicina per la prima volta all’Africa nera. Il Senegal è un paese musulmano ma molto tollerante. Cristianesimo e Islam convivono benissimo! Inoltre, benché si pratichi la poligamia, le donne vengono rispettate e viene loro riconosciuto un ruolo importante all’interno del nucleo familiare. Inoltre, il Senegal è il luogo ideale dove avere un primo approccio con la natura selvaggia dell’Africa nera, ma in generale lo shock culturale è reso meno importante dall’ambiente multiculturale e dallo sviluppo economico del Senegal.

Il Senegal è poi una destinazione per tutte le tasche. Al contrario di quello che si pensa, anche se l’Africa è un continente povero, in media un soggiorno in questa area del mondo è molto costoso. Il Senegal è un’eccezione, dando la possibilità ai viaggiatori di scoprire un bellissimo paese anche con un budget ridotto.

Bisogna fare presente, tuttavia, che il Senegal è comunque un paese africano, dunque gli alloggi e i trasporti sono spesso spartani. Un viaggiatore che vuole visitare il Paese deve dunque essere in grado di adattarsi a standard di comfort diversi da quelli occidentali. Il Senegal è dunque una buona destinazione per coloro che non sono alla ricerca del servizio impeccabile, ma piuttosto dell’autenticità e della semplicità.

Il Senegal è poi una destinazione indicata per i viaggi in famiglia: spostandosi di poco è possibile compiere attività molto diverse e adatte anche ai più piccoli, come passeggiate a cavallo, escursioni in piroga e ovviamente relax in spiaggia.

Per riassumere in una frase: consiglio questo viaggio a tutti i viaggiatori curiosi, amanti del contatto umano e desiderosi di scoprire la vita locale!

I bambini senegalesi sono sempre curiosi quando vedono una macchina fotografica…

Un aneddoto

Sulla via per il Senegal orientale abbiamo fatto una tappa per sgranchirci le gambe in un piccolo villaggio tradizionale lungo la strada. Appena scese dalla macchina tutte le donne del villaggio, accompagnate dai loro numerosi bambini, sono venute a verificare chi fossimo e la ragione della nostra visita. Una volta accertate le nostre buone intenzioni e dopo uno scambio di cordialità sono tornate alle loro attività. I bambini invece sono rimasti con noi fino alla nostra partenza, tutti incuriositi dai nostri visi bianchi.. tutti sorridenti e curiosi tranne un piccolino di 2 anni circa che dal primo momento che ci ha viste ha iniziato a piangere terrorizzato e se l’è data a gambe (la mamma lo ha rincorso per un bel po’ tra le piante di baobab prima di riuscire a recuperarlo) .. la nostra guida ci ha detto ridendo: “avete visto una volta eravamo noi a girare nudi e far paura ai bambini, il famoso uomo nero, ora invece sono i bianchi che vanno in giro mezzi svestiti e fanno piangere i bambini”!

2 commenti su “Evaneos on the road: il Senegal

  1. Affascinante la descrizione del viaggio in Senegal … fa venir voglia di andarci.
    Mi fa piacere constatare ancora una volta che le persone più semplici e anche più povere sono le più aperte , cordiali e ospitali.

    • Buongiorno Lucia,
      È proprio quello che volevamo trasmettere e siamo felici di essere riusciti a farlo!
      Se vuoi farti un’idea delle nostre idee di viaggio in Senegal, non esitare a visitare la pagina http://www.evaneos.it/senegal.
      A presto!

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