Attraverare il Pacifico – L’intervista del CC4 Pacific

Attraversare il Pacifico… Un’avventura cosi pericolosa quanto magnifica e impressionante. Chi non ha sognato di domare queste acque? Essere i sopravvissuti di un naufragio durante 365 giorni, è il progetto di Clément et Christophe, due cugino che hanno sempre una nuova idee in testa. Il 7 Giugno, saranno alla partenza della Great Pacific Race, una gara che mira a raggiungere Hawaï dalla California. 

In quest’articolo tornano con noi su questa gara e ci presentano la loro visione del viaggio.

 

Buongiorno Christophe, buongiorno Clément !

 

Per i lettori che ancora non vi conoscono, potete presentarvi in poche parole? (chi siete, da dove venite…)

Clément : Siamo 2 cugini di 25 e 27 anni. Io ho appena concluso i miei studi presso una scuola di economia.

Christophe : Ho finito i miei studi da 2 anni, e da allora lavoro a Dubai per una piccola PME francese.

Noi vogliamo attraversare l’Oceano Pacifico a remi questa estate: 4000 chilometri senza pause, senza assistenza, con la sola forza delle braccia.

 

Parteciperete presto a un progetto di grande durata: la Great Pacific Race 2014. Potete dirci un po’ di più su questo progetto?

La Great Pacific Race è la prima edizione di una corsa a remi sull’Oceano Pacifico, tra San Francisco e le Hawaii, per circa 2100 miglia nautiche con la forza delle braccia. Noi speriamo di compiere la traversata in meno di 65 giorni. Saremo gli unici francesi ed il più giovane equipaggio coinvolto nella gara.

 

Quali sono i passaggi per partecipare a questa corsa? E Quanto tempo avete dedicato a questo progetto?

Ci siamo lanciati nel progetto all’incirca 2 anni e pochi mesi fa’, lavorando quasi a tempo pieno. La lista delle cose da fare è infinita: acquisto e ristrutturazione della nave, formazione tecnica, preparazione fisica e medica, ricerca degli sponsor, comunicazione…

Fortunatamente, siamo supportati dai nostri amici e dai nostri famigliari, e negli ultimi 2 anni abbiamo incontrato numerose persone disposte a consigliarci ed aiutarci.

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Perché vi siete lanciati su questa corsa in particolare?

Christophe : Noi non siamo né marinai, né sportivi di alto livello. Ci è quindi sembrato più “facile” partecipare a una gara e poter beneficiare dei consigli di esperti vogatori. Per esempio, gli organizzatori ci richiedono di seguire qualche corso di formazione e di avere una certa quantità di equipaggiamento sulla barca: è rassicurante!

Clément : La Great Pacific Race cade a pennello, proprio ora che ho terminato i miei studi, e poi… California + Hawaii: che sogno!

 

In questo momento siete ancora in piena preparazione. Quali difficoltà avete incontrato (o state ancora incontrando)?

Christophe : La più grande difficoltà è quella di raccogliere i fondi necessari per finanziare il progetto: 100.000€ in totale. Numerose aziende ci stanno già fornendo il loro supporto materiale o finanziario, ma ci restano ancora 10 000 euro da trovare, per bilanciare il nostro budget.

Clément : a meno di 3 mesi, tutto accelera: dobbiamo intensificare la nostra preparazione fisica, inviare la nostra barca in California, preparare la nostra partenza. Ci restano poche ore al giorno per poter fare tutto!

 

In passato, siete già stati implicati in numerosi progetti importanti (il giro dell’Europa in bicicletta). Qual è il motivo che vi spinge a intraprendere simili esperienze?

Clément : Ci è venuto il pallino dell’avventura durante la nostra traversata dell’Europa in bicicletta. Ancor prima della fine di questa primissima epopea, ci siamo ritrovati a desiderare di vivere un’avventura ancora più folle. Attraversare un Oceano: si tratta di una sfida sportiva e psicologica unica, quindi ci siamo lanciati!

Christophe : Gli incontri! Quando abbiamo attraversato l’Europa in bicicletta, questo è ciò che mi ha colpito di più oltre la sfida sportiva. Ovviamente questa volta saremo soli nell’Oceano, ma nei due anni di preparazione abbiamo incontrato un sacco di persone interessanti. E il sostegno dei nostri cari ci colpisce molto.

Abbiamo anche creato una partnership con Surfrider Foundation Europe. Attraverseremo il continente e parteciperemo a un programma di ricerca sull’Oceano Pacifico. Per noi questo impegno ambientale è ovviamente super importante.

Vélo-Riga

 

Avete qualche consiglio per tutti coloro che desiderano partecipare a tali avventure?

Niente è mai impossibile. Con un po’ di volontà, chiunque può realizzare i propri sogni più folli.

Sebbene questo tipo di progetto richiede tempo, è ovviamente molto istruttivo, quasi paragonabile alla creazione di una società. Abbiamo scoperto molti nuovi campi: comunicazione, ricerca degli sponsor, ecc…

Da un punto di vista finanziario, ci sono un sacco di borse di studio disponibili, e molte aziende si prestano spesso a impegnarsi, quindi non bisogna esitare a chiedere in giro.

 

Da un punto di vista più generico, qual è la vostra definizione di viaggio?

Clément : È molto difficile trovare una definizione di viaggio, perché cambia ogni volta. Ma ogni volta che mi trovo all’estero, sento qualcosa che mi gasa dentro. Questa sensazione è forte come una droga. Sono impaziente di andare a San Francisco per l’inizio della gara.

Christophe : Scoprire, comprendere, imparare. Si tratta di uscire dalla propria zona di conforto, di confrontarsi con un ambiente sconosciuto in cui non si ha altra scelta che quella d’imparare.

 

Che tipo di viaggiatori pensate di essere?

Clément : Come potete immaginare, noi amiamo andare fuori dalle rotte. Più personalmente, amo viaggiare senza riflettere, sul pelo dell’acqua, ma lasciandomi trasportare, senza preparare dei piani.

Christophe : Un sognatore disinibito pronto a lanciarsi in ogni sorta di avventura!

Se doveste scegliere un ricordo tra tutti gli episodi accaduti durante i vostri viaggi?

Christophe : In Polonia, nel bel mezzo di una pianura, a più di 2.500KM da Parigi, ho realizzato che ci ero arrivato in bicicletta. È stato un momento banale del nostro viaggio, in un paesaggio comune, ma è stato proprio allora che ho compreso molte cose.

Clément : Due anni dopo la nostra traversata dell’Europa, sono ripartito per attraversare in bicicletta la Turchia. Lungo il cammino mi sono ritrovato in grande difficoltà su un’autostrada tra Istanbul e Ankara. È stato un momento difficile, ma mi ha insegnato molto.

 

Quale(i) destinazione(i) vi fa(nno) sognare, e perché?

Christophe : Quella più immediata: le Hawaii.  Ho avuto l’occasione di viaggiare molto, ma non conosco molto bene il Sud-Est Asiatico. Mi piacerebbe anche visitare la Birmania e il Vietnam. E perché non scalare un vulcano in Indonesia?

Clément : Una destinazione vale l’altra. Più che altro… un viaggio: la Transiberiana.

 

E dopo? Avete già pianificato un altro progetto?

Clément : Difficile promettere che questa sarà la nostra ultima avventura. La conseguenza logica potrebbe essere la montagna, per cambiare di nuovo ambiente.

Christophe : restare ad una distanza di 4000KM, ma cambiare ambiente…

 

Una battuta per concludere?

Potete scoprire le nostre avventure sul nostro sito Internet – www.cc4pacific.com – oppure su Facebook -CC4 Pacific-. Ancora per pochi giorni sarà attiva una campagna di crowfunding sul sito Ulule : www.ulule.com/cc4pacific.

Auguriamo ai due cugini buona fortuna, e coraggio per quest’avventura che rischia di essere difficile quanto gratificante! 

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